Sabbie perdute

Sabbie perdute

Editore: EDIMOND casa editrice, 2003
Collana: I saggi del veliero
Pubblicazione: rilegato con cartonatura e sovraccoperta a colori
Numero di pagine: 528 + 20 tavole a colori
ISBN: 88-500-0194-0

Scarica l’introduzione del libro (pag 1 – 53)

Scarica da (pag 178 – 184)

Ogni mattina è sempre uguale…
svegliarsi in un luogo diverso del vasto deserto…
uscire dalla propria tenda…
e trovarsi nello splendore vergine del mattino…
stendere le braccia…
stiracchiarsi mezzo nudo nell’aria fredda e pura…
poi, sulla sabbia, arrotolare il proprio turbante…
e rivestirsi con i veli di lana bianca…
inebriarsi di luce e di spazio…
conoscere, al risveglio, la spensierata ebbrezza…
soltanto di respirare…
soltanto di vivere…
(Di Pierre Loti, da Le Desert)

Dai ricordi di un avventuroso viaggio della giovinezza, lontano nel tempo, riemerge un mondo scomparso: Timbuctù la ‘misteriosa’ Regina delle Sabbie, leggenda dei perduti Regni Sahariani e degli Imperi Neri, mito della grande esplorazione ottocentesca. La storia delle carovane sahariane, dei viaggiatori arabi del Medio-Evo e dei mercanti italiani delle Repubbliche marinare. L’epopea romantica dei grandi esploratori. I Tuareg con il mistero delle loro origini e le storie di Erodoto, Platone ed Atlantide; con i loro codici di onore e cavalleria, di razzia e poesia. Signori del deserto, in guerra contro tutti gli invasori, a cominciare dalle Legioni di Roma.

E, mano a mano che si sviluppa il racconto, l’autore si abbandona anche ad una rivisitazione delle più grandi opere di tutti i tempi, romanzi, saggi, diari e giornali di viaggio, scritti sul deserto. Di essi ricorda i brani più suggestivi e ci offre anche una carrellata antologica che finisce per trasformare il libro in un policromo racconto a più voci e in un vero e proprio ‘Breviario del deserto’. Un Breviario da tenere sul comodino o a portata di mano nei nostri viaggi sahariani, e su cui ritornare e riflettere per cercare di capire e scoprire sempre più a fondo, nelle sue profondità e poliedriche valenze, quel misterioso e inesplorato universo che ancora oggi rimane il Sahara, immutabile e sconfinato topos della fuga e dell’alienazione, dell’avventura e del sogno, della vita e della morte.

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