Sahara, nel Regno della Fata Morgana

copertina libro

Molti sono partiti, per questa specie di viaggi,
con guide, scorte ed anche soldati.
Quanto a me, sono della scuola dei Douls e René Caillé:
Vado solo!
Da L’Atlantide di Pierre Benoit, di Tenente de Saint-Avit.

Una tranquillità assoluta regnava sul deserto ed un silenzio perfetto… Nessun rumore si notava in alcuna direzione, né alcun alito di vento soffiava da quegli sconfinati orizzonti… Era la gran calma del Sahara, quella calma che infonde negli animi dei viaggiatori un senso di strano benessere…

La luna si era ormai alzata in tutto il suo splendore e seguiva silenziosamente il suo corso, attraverso miriadi di stelle, prolungando indefinitamente le ombre proiettate dalle dune, dalle tende e dai cammelli. I suoi raggi azzurrini, di una grande trasparenza si riflettevano vagamente sulle sabbie con degli strani scintillii… Pareva che l’astro si specchiasse nelle acque di un lago che si estendeva sino all’orizzonte…
Da I Predoni del Sahara di Emilio Salgari.

Sahara, nel Regno della Fata Morgana è innanzitutto il diario dei viaggi che, a cammello o a dorso di mulo, a piedi o in spesso fatiscenti Land Rover, l’autore ha compiuto nel Sahara in un arco di tempo di oltre trent’anni. Ma il libro è anche un’ininterrotta esplorazione alla ricerca delle infinite leggende, magiche e incantate, del Sahara – dove “svanisce il confine tra sogno e realtà” – e alla scoperta della storia, spesso oscura e misconosciuta, delle grandi civiltà del deserto, dei suoi favolosi imperi e regni perduti. Dagli opulenti Imperi Negri del ‘Bilad-as-Sudan’ alle straordinarie ‘civiltà’ nomadi – come quelle dei Tuareg, i ‘Principi del Sahara’, o degli Chamba, ‘Il Vento del Deserto’, o dei Tebu, ‘il Popolo pipistrello’ – sino alle misteriose capitali dei ‘Faraoni Neri’ dimenticate e semi-affogate nelle sabbie dei deserti di Nubia.

Ma forse, in fondo, “Sahara, nel Regno della Fata Morgana” è soprattutto il diario di un ininterrotto pellegrinaggio nella dimensione mistica e spirituale del grande deserto, dove i ricordi dei viaggi compiuti dall’autore tra le sabbie sahariane si intrecciano, si accavallano, si confondono, e infine si fondono, con i ricordi di altri tipi di viaggio: quelli costituiti dalle instancabili peregrinazioni compiute dall’autore tra le più grandi opere di tutti i tempi scritte sul deserto.

E man mano che si sviluppa il racconto, il libro diventa un grande affresco corale sul Sahara, un grande racconto polifonico, a più voci, cui, attraverso le citazioni dei loro scritti, partecipano tutti i più grandi esploratori, viaggiatori, avventurieri, saggisti, studiosi o semplici viaggiatori e romanzieri sahariani. E, nel mentre il deserto, la sua magia, le sue leggende e il suo incanto, pagina dopo pagina, rivivono nelle più grandi opere scritte sul deserto, “Sahara, nel Regno della Fata Morgana” diventa, via via, una grande, ponderosa, unica nel suo genere, Antologia sahariana.

E come già Sabbie Perdute, molto più di Sabbie Perdute, anche “Sahara, nel Regno della Fata Morgana” finisce per diventare – per usare la felice definizione di un critico – un vero e proprio Breviario sahariano. Un Breviario dove il lungo viaggio nel mare sconfinato del deserto, “in quell’oceano dove non pesca il remo”, diventa, alla fine, un cammino ora oscuro, ora luminoso, ora notturno, ora solare, nei misteri della propria interiorità. Diventa ‘il Viaggio’: il Viaggio della Vita alla ricerca di se stessi.

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