Sahara, nel Regno della Fata Morgana: Italiani d’Africa

Sahara, nel Regno della Fata Morgana

di Claudio Pacifico
Edimond, Città di Castello, 2007
pp. 668 + 40 tavole a colori,
Euro 48,00

Questo libro esce in contemporanea con la nomina del suo autore alla carica di Ambasciatore d`ltalìa in Egitto. Claudio Pacifico, a tutti noi noto come Ambasciatore d’ltalia in Libia dal 2000 al 2004 e fino a ieri Direttore generale per l’Asia. Oceania, Pacifico e Antartide della Farnesina, è un appassionato organizzatore di spedizioni nel deserto.
ll volume importante per la mole di informazioni trattate rappresenta la terza tappa di quello che si rivela essere sempre più come un inesauribile viaggio dell’autore nello sconfinato “topos“ delle sabbie Sahariane.
Dopo l’appassionante carrellata antologica sulla storia di questo deserto, sulla sua vita, sui suoi personaggi noti e meno noti che si susseguono fusi nei mistici e personali ricordi di viaggio di “Sabbie perdute”, e dopo la colta narrazione dell`epopea romantica della grande esplorazione ottocentesca che ci viene illustrata con una ricca e minuziosa dovizia di particolari in quel vasto taccuino di viaggio dello scrittore intitolato “Diario Sahariano”, quesl’ultimo “prodotto” si presenta un po’ come un unicum nel suo genere.
Sfogliando l’indice ci rendiamo conto che il contenuto si sviluppa in due distinti indirizzi che corrono affiancati; da un verso si presenta come una mini-enciclopedia sahariana e dall’altro come una preziosa antologia di tutti i più importanti scritti (diari di viaggio, romanzi, saggi) sul Sahara. Il testo e corredato da un cospicuo apparato fotografico.
I venti capitoli sono focalizzati essenzialmente sui viaggi effettuati negli stati africani nei quali fautore ha vissuto per anni come rappresentante del governo italiano o ha soltanto avventurosamente attraversati negli “anni della vita primitiva e un po’ selvaggia“ cosi come egli stesso li definisce. Attraverso i Grandi Mari di Sabbia dei Deserti di Libia, Nubia e Sudan si ripercorrono le antiche vie carovaniere, non solo con i moderni 4×4 ma soprattutto a dorso di dromedario quando vi è tempo e possibilità, per non perdere l`autentico fascino dell’infinito Regno della Fata Morgana nel quale si è sedotti al pari dell`autore dalla magia del deserto, conquistati dal suo incantesimo e si viaggia costantemente tra sogno e disinganno alla ricerca delle storie, delle eterne leggende del deserto. Non narrazione di gite turistiche, bensì di viaggi, di spedizioni, di esplorazioni preparate vivendo e lavorando sul posto al più alto livello rappresentativo, supportate da una documentazione meticolosamente raccolta.
Così in Algeria si viaggerà fra i canyon alla ricerca del mito del colonnello Flatters, a Taroudant, la mitica capitale del Sous marocchino sulle tracce di Camille Douls, in Tunisia fra gli Chotts su quelle di Hadjar l’audace capo rivolta tuareg. A Gliat, in Libia si vagabonderà con in mano i “Diari” di Petragnani alla ricerca della tomba di Lalla Fatma o delle misteriose mummie di Tazerbo, che avevano ispirato Pierre Benoit per “L’AtIantìde” e i racconti di “Unbekamzre Sahara” di Lazlo de Almassy dietro le tracce lasciate dai primi grandi esploratori del deserto libico dal mitico Ardito Desio sino a quelli meno conosciuti; il maggiore Torelli, il tenente Petrolini, i professori Dalloni e Monterin, seguendo le spedizioni di Balbo, del maggiore Rolle, del tenente Leo e del capitano Vimercati di Sanseverino. Nel “Sahara Occidentale” ci si inoltrerà nel Saguiet El-Hanna, a Semara, “la città proibita” di Ma-El Ainin, “Acqua degli Occhi”, ultimo epigono nel Novecento dei grandi condottieri e mistici del deserto. In Sudan saremo lungo le piste dell`Atmur e del deserto arabico, nei dedali dell’wadi Awteb, dell`Anateb, del Howard, tra le steppe del Butana sino a Basa sulle carovaniere verso il Regno d`Etiopia.
Il libro comprende due appendici: la prima dedicata ai Tuareg del Sahara Libico ed una seconda ai viaggiatori e studiosi sahariani della modernità.
L`opera offre in un unico volume il racconto delle esperienze di trent’anni di viaggi oltre alla storia degli esploratori sahariani e a brani dei più importanti saggi relativi agli itinerari di cui si parla. Per il viaggiatore il libro rappresenta un nuovo utile strumento per approfondire la conoscenza del deserto sahariano ma anche chi non lo conosce rimane in qualche modo segnato dall’incanto della Fata Morgana.
Nel prossimo numero di questo giornale pubblicheremo un brano tratto dalla parte libica di questo affascinante racconto.

Gianfranco Catania